Xprize Wirefly Cup 2006

Lo scorso sabato e domenica si sono svolte le competizioni per l’Xprize Wirefly Cup 2006.

Se ne occupano un articolo di Wired, Nowhere to Go But Up, e uno del Los Angeles Times, Space Elevator Visions Going Up.  

I dettagli possono essere letti su The Space Elevator Blog, nel post Space Elevator Games – no winner this year e su The Space Elevator nel post

Space Elevator Games 2006 Wrap-up by Dr. Brad Edwards.

Sebbene non ci siano vincitori quest’anno, il team USST ha dimostrato di poter sviluppare capacità impressionanti nella gara per il climber, mentre nella gara per il cavo più resistente, i concorrenti sono riusciti a raggiungere i 1661 libbre prima che la macchina che aggiungeva il peso si guastasse.

Entrambi i cavi hanno raggiunto l’80% della resistenza teorica del loro materiale, garantendo che dall’anno prossimo solo nuovi materiali potranno permettere di vincere la gara, uno degli scopi della competizione, infatti è quello di spingere lo sviluppo di nuovi materiali.

Il pubblico era numeroso e molto interessato, con la presenza di numerosi bambini e ragazzi.

L’anno prossimo sarà sicuramente molto interessante, dato che la sfida diventa più difficile e i team più esperti.

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Riserve di grano mondiali ai minimi storici

FT.com / MARKETS / Commodities – Grain stockpiles at lowest for 25 years

Il Financial Times riporta una dichiarazione del Dipartimento dell’Agricoltura USA al riguardo. Le riserve mondiali sarebbero al livello più basso da 25 anni a questa parte. E al Chicago Board and Trade il prezzo è ai massimi degli ultimi 10 anni, con un prezzo di $5.51 per bushel prima della notizia.

Gia questo rappresenta un aumento del prezzo del 18% rispetto ad una settimana prima e del 56% rispetto all’anno scorso.

Le riserve mondiali, invece, sarebbero diminuite del 20% circa nell’ultimo anno.

Se il prossimo raccolto, l’anno prossimo non dovesse migliorare la situzione, ci potrebbeessere la necessità di razionare il cibo in alcuni paesi.

Questo si compone con la veloce crescita della domanda di cereali per la produzione di etanolo da usare come carburante, che potrebbe assorbire tra il 20 e il 25% della produzione di granturco degli USA (che a sua volta sta sostituendo la produzione di grano in quanto più proficua).

Se questo scenario dovesse avverarsi, molti paesi islamici avrebbero problemi economici a pagare per le derrate alimentari che importano (Egitto, Pakistan, Iran, Iraq, Giordania, Siria, tutti gli stati del Golfo Persico e altri ancora), nonostante il caro petrolio.

La Resistenza non è inutile

Dave Kopel on School Violence on National Review Online

Questa notizia è interessante, perché mostra come la politica di passività e regressione che tanti danni ha fatto alla società occidentale sta cominciando a dare i suoi primi segni di regressione.

Per chi non legge l’inglese, nel distretto scolastico di Burleson, a Fort Worth in Texas, agli alunni vengono date lezioni su come comportarsi nel caso un uomo armato entri in una classe.

L’insegnante è Robin Browne, un Maggiore nella Riserva dell’Esercito della Gran Bretagna ed uno degli isatruttori per la Response Options, la società incaricata dell’addestramento nelle scuole di Burleson.

Rispetto a quello che veniva insegnato fino a pochi anni fa, le istruzioni e i consigli impartiti sono molto differenti: non fermarsi, non sottomettersi, non nascondersi, fuggire se si ha l’opportunità, attaccare l’aggressore se non si può fuggire.

Una classe di adolescenti, ma anche di bambini delle elementari che non si ferma e non si sottomette, ma invece reagisce scagliando tutto quello che ha sottomano contro l’aggressore, ha molte più possibilità di uscire con un numero di morti e feriti inferiore e probabilmente anche di sottomettere l’aggressore.

Non si tratta di fantasie.

La dove la reazione è stata immediata e violenta, in molti casi ci sono stati pochi se nessun morto e solo alcuni feriti, mentre la dove la reazione è stata di attendere, parlamentare, nascondersi, il numero di morti e feriti è stato molto superiore.

Quando, in Italia, si insegnerà ai bambini e agli adulti che non sono indifesi e incapaci, ma abili e pericolosi?

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Hat tip to: Instapundit.com – , Dr. Helen: Let’s Roll , ENCToday.com SayUncle » That’s what I’ll teach my kids Random Jottings: A prophet without honor, except in his own self-estimation… Space For Commerce, by Brian Dunbar: Fighting Back

Finanziaria 2007

Il decalogo comparso su FINANZIARIA 2007 è sicuramente interessante, ma denota la solita ignoranza italiana delle leggi economiche e del comportamento umano e appare particolarmente populista; analizziamo i vari punti:

1) L’accesso al credito con un fondo pubblico di garanzia non dovrebbe essere disponibile solo ai lavoratori flessibili, ma a tutti i lavoratori a basso reddito (da definire basso). La gestione dovrebbe essere lasciata alle banche, che dovrebbero essere responsabili delle varie insolvenze e solo per quei crediti che servono all’acquisto di beni durevoli (casa, auto, frigoriferi e simili), non certo per finanziare il consumo. Queste cose vanno specificate bene, altrimenti si parte con una idea e si finisce con il risultato opposto.
In questo modo, in particolare per il credito all’edilizia (per la costruzione o l’acquisto di una casa), l’intervento di un fondo pubblico che non ha scopo di lucro diretto, può facilitare l’accesso al credito e permettere all’acquirente di pagare un tasso di interesse molto basso (tendenzialmente solo l’EURIBOR). Questo, nelle condizioni attuali significa che il tasso di interesse da pagare sarebbe inferiore di almeno 1% (dal 4% al 3%, in questo momento, e permetterebbe a molte persone con redditi bassi di comprare una casa o di costruirla accendendo un mutuo (quindi garantito dal valore della casa) di durata o di importo molto inferiore all’attuale. In particolare dovrebbero essere avvantaggiati i richiedenti che prevedono di pagare nel minor tempo possibile il mutuo e non dovrebbero esserci penalità di nessun genere per chi lo volesse pagare anticipatamente.

2) “Il lavoro o la formazione offerta devono essere commisurate al curriculum del lavoratore stesso.” Questo è un punto importante. Perché un lavoratore atipico dovrebbe avere il diritto di rifiutare un corso di formazione o un lavoro che non siano commisurati al suo curriculum?
Se il concetto fosse “commisurati alle sue capacità” se ne potrebbe parlare perché, per esempio, non ha senso pretendere di aggiornare un tecnico di laboratorio con un corso pensato esclusivamente per i tecnici di radiologia.
Ma se la tipologia di lavoro che uno possiede è obsoleta e non c’è richiesta, perché dovremmo essere tenuti a pagarlo per mantenersi in una posizione obsoleta e improduttiva?

3) “Banda larga dagli enti locali”
Qui ci si infila nella follia più acuta.
Gli enti locali sono forse mai stati un esempio di gestione oculata e produttiva, pronta ad accettare l’innovazione tecnologica in anticipo rispetto ad altri?
Non mi risulta.
Molto meglio sarebbe eliminare tutte le barriere che impediscono a consorzi di privati di entrare nel mercato della banda larga locale e impediscono a privati di creare reti locali liberamente per utilizzarle oppure per rivendere il servizio ad altri (qui mi riferisco principalmente alle reti wireless tra privati).
Se la gestione fosse demandata agli enti locali, finirebbero per fornire un servizio scadente e obsoleto, magari spendendo il denaro per portare la linea ADSL alla baita di qualche politico o amico del sindaco, invece di costruire una rete wireless che serva una popolazione più ampia; il tutto adducendo scuse tecniche o legali.
Una deregolamentazione intelligente in questo campo aprirebbe la strada alla forza creativa del mercato e il problema si risolverebbe in gran parte da solo.

4) Compensi minimi.
L’idea di regolamentare il compenso minimo degli atipici in relazione al lavoro svolto e a dove lo svolgono è assolutamente fuori dal mondo. L’effetto che otterrebbe è di spingere i sindacati e i gruppi politici a fare delle leggi che impongano minimi elevati (per farsi vedere come difensori dei lavoratori) e questo spingerebbe i lavori a basso valore aggiunto fuori dal mercato.
Il massimo che si può fare è di decidere qual’è la paga oraria minima che deve essere corrisposta dal datore di lavoro, e quel minimo deve essere molto basso, per non incidere sui livelli di occupazione.
Questa proposta non tiene conto che un compenso minimo si traduce nella disoccupazione per tutti quei lavoratori che hanno lavori con una produttività bassa; semplicemente il datore di lavoro smette di avere un interesse economico nel farli lavorare (non guadagna) e quindi ha tre scelte: A) spostare la produzione dove i costi sono inferiori; B) automatizzare la produzione; C) cambiare tipologia di prodotto o servizio.
Una paga oraria bassa permette di assumere anche lavoratori che producono poco (i motivi della scarsa produttività possono essere molti), una paga oraria elevata costringe a licenziarli.
Questo non vale per i dipendenti statali, dato che lo stato può passare il costo dei suoi dipendenti ai contribuenti attraverso tasse, tariffe e altri tipi di estorsione.

6) Questo punto è interessante.Il sostegno ai nuovi nati è una priorità di ogni società che voglia durare (non alle madri – e i padri, invece, contano niente?). Se queste tutele sono giuste e necessarie, dovrebbero essere per tutti e non solo per alcuni sfortunati.
Per prima cosa, il costo delle assenze di maternità dovrebbe essere fatto ricadere direttamente sulla collettività e non sul datore di lavoro (questo eviterebbe che un datore di lavoro trovi conveniente liberarsi delle dipendenti gravide o con figli e sia restio ad assumere donne giovani e senza figli).
In secondo luogo, bisognerebbe incentivare la madri e i padri che lavorano ed hanno figli, con detrazioni molto superiori a quelle che riceverebbero se fossero disoccupati. Sarebbe dannoso creare una classe di proletari che derivano parte o tutto del loro sostentamento dal numero di figli che producono e che, in modo parassitario, si fanno mantenere dalla collettività che magari lavora e non ha i soldi per mettere su famiglia.

8) L’unico modo per calmierare gli affitti è quello di aumentare l’offerta di case in affitto o di case in vendita, di modo da ottenere una diminuzione sostenibile degli affitti e dei prezzi delle case.
Un intervento legislativo servirebbe solo a intralciare il mercato e a far si che qualche fortunato (i soliti) ottenga affitti a prezzo politico e il resto della gente rimanga senza la possibilità di trovare una casa. Limitare artificialmente gli affitti o i prezzi delle case significa che chi affitta non ha interesse ad affittare (perché non guadagna abbastanza per giustificare questa scelta) e anche l’aumento dell’ICI sulle case sfitte significa solo che invece di tenerle sfitte preferiranno venderle. Per non dire che ci sono molti modi per far apparire occupata una casa sfitta e quindi mettersi al riparo dall’aumento dell’ICI.

9) A che serve il ” Raddoppio delle borse di studio e degli assegni di ricerca per dottorati e ricercatori.”?
Se raddoppiassero i progetti di ricerca, saremmo tutti d’accordo. Ma pagare il doppio di persone sensa sapere prima che cosa faranno mi pare demagogico.
Permettere ad aziende, consorzi di aziende e privati di detrarre dall’imponibile il denaro donato o investito in ricerca sarebbe molto più utile; in particolare se la ricerca viene attuata nelle università. Si creerebbero un sistema che ha l’incentivo a spendere di più in ricerca e sviluppo di tecnologico e scientifico anche per applicazioni pratiche e non solo per qualche vago interesse scientifico astratto (teniamo conto che un ambiente che fa ricerca a breve termine crea la domanda per ricerca a lungo termine, dato che la seconda diventa necessaria per mantenere la prima costantemente attiva e produttiva).

10) Su questo io sarei molto più severo.
Ogni elettore che riceva un compenso dallo stato, cioè dal denaro pubblico che lo stato ricava dalle tasse dei cittadini, non dovrebbe poter votare. Questo eviterebbe che un gruppo di cittadini voti un gruppo politico per ottenerne in cambio sussidi, sovvenzioni e pensioni varie. Il politco che usasse le casse dello stato per beneficiare i suoi elettori perderebbe i voti dei beneficiati e si troverebbe in una situazione peggiore prima.
In breve, il 51% della popolazione potrebbe votare per un governo che passasse una legge che da loro la pensione pagata dal restante 49% della popolazione, ma alla elezione successiva il 49% della popolazione, che a qual punto rappresenta il 100% degli elettori, può votare un governo che tolga la pensione a quel 51% della popolazione, che all’elezione successiva può di nuovo votare.

Ovviamente un singolo dovrebbe mantenere il diritto di rifiutare pensione, sussidi, etc. per mantenere il diritto al voto.