L’Hacker della Memoria

Popular Science ha un articolo interessante su  Ted Berger, un ricercatore che ha fondato una azienda che si interessa allo sviluppo di un chip in grado di interfacciarsi in modo bidirezionale con il cervello. A finanziare il progetto ci sono la National Science Foundation e il National Institutes of Health con 3 milioni di $ all’anno. A cui si aggiungono i fondi dell’ Office of Naval Research del Pentagono e quelli del DARPA ( Defense Advanced Research Projects Agency ). Attualmente il loro chip riesce a simulare il funzionamento di 18.000 neuroni contemporaneamente e presto inizieranno le sperimentazioni sui topi. Certo 18.000 neuroni sono pochissimi, in confronto ai 100 miliardi di neuroni che compongono un cervello umano, ma costituiscono un passo in avanti enorme si comparati allo stato dell’arte. Inoltre, una volta testato che il chip funziona in piccolo, nulla vieta di replicarlo in grande e di sfruttare i futuri progressi nella miniaturizzazione. Entro 4 anni potrebbero passare alla sperimentazione sulle scimmie e entro 15 anni ai primi soggetti umani. Potrebbe essere una soluzione per molti malati di Alzhaimer e aprirebbe l’era degli impianti che aumentano le potenzialità del cervello umano (una per tutte poter scaricare in un impianto le memorie necessarie per svolgere un compito).

The Memory Hacker | Popular Science

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Google Health entra in Beta Testing

Questo è sicuramente uno dei momenti più importanti degli ultimi anni. Al servizio di Microsoft HealthVault si aggiunge la sperimentazione di Google con Google Health. Ne da notizia Stephen Shankland in questo articolo di CNET : Google Health beta test begins.

Le difficoltà saranno molte, dato che il campo della salute è un intrico di standard differenti, legislazioni contraddittorie e spesso inutili o dannose. Ma se anche solo una parte delle aspettative si realizzeranno, il progresso sarà significativo per gran parte della popolazione. Google health permetterà alle persone di archiviare e richiamare liberamente tutti i loro dati personali riguardanti la loro salute, siano questi prodotti dalla persona stessa oppure da una delle tante aziende sanitarie. Non solo permetterà al paziente di decidere se e con chi condividere questi dati, ma in futuro permettera di decidere chi potrà sapere che cosa. Ma la cosa più importante di tutte è che permetterà agli innovatori di inventare nuovi servizi da offrire alla clientela utilizzando l’infrastruttura messa a disposizione da Google.

Accetteranno professionisti e aziende sanitarie di collaborare con Google? Credo proprio di si. Le aziende e i professionisti che svilupperanno servizi per Google Health o permetteranno ai loro clienti di condividere i loro dati con Google Health avranno un vantaggio competitivo enorme rispetto agli altri ed una riduzione enorme dei costi (basti pensare a cosa significa appaltare tutta l’archiviazione a lungo termine dei dati a Google e non doverla più gestire internamente). In pochi anni, leggi e regolamenti permettendo, potrebbero nascere servizi online che analizzano i dati disponibili dei loro clienti e producono raccomandazioni dietetiche, consigli sullo stile di vita, ricordano il momento giusto in cui prendere i farmaci o prenotano automaticamente una visita di controllo, ci aggiornano sulla disponibilità di nuove terapie per i nostri malanni, di nuovi farmaci più efficaci o meno costosi e molto altro ancora.

Investire in infrastrutture

Si parla tanto del gap infrastrutturale dell’Italia. E si parla tanto di investimenti pubblici nelle infrastrutture. Quello che non si dice è che di soldi pubblici non ce ne sarebbe realmente bisogno, se si aprisse al libero mercato. Stefano Quintarelli ci avvisa che stanno aumentando i fondi che investono in infrastrutture. Non solo si parla di miliardi di dollari raccolti per gli investimenti in infrastrutture, ma le raccolte di fondi spesso raccolgono più soldi di quanti ne chiedano.

Come scrive Quintarelli, "Isoldi di trovano, coraggio…".

Coraggio di permettere al mercato di costruire le infrastrutture e di gestirle liberamente. Coraggio di non voler gestire tutto dalla poltrona di un ministero. Coraggio di volere le infrastrutture per il paese e non per la politica.

Quinta ‘s weblog : Il Blog di Stefano Quintarelli: Sempre di più i fondi che investono in infrastrutture.

Una palpebra si sta muovendo

E un gigante potrebbe iniziare a svegliarsi dal suo lungo sonno.

In questo articolo del Daily Mail Online scopriamo che il governo britannico ha intenzione di rendere un crimine la discriminazione contro i militari in divisa, aumentare il numero di parate militari al ritorno delle unità dal servizio attivo e incoraggiare un maggior numero di ragazzi a partecipare alle attività dei cadetti militari.

Direi che, almeno inconsciamente, il governo britannico stia cominciando a prepararsi ai problemi interni che avrà tra qualche anno con la popolazione islamica.

Violenza sugli immigrati in Sud Africa

Ma non c’è sulle pagine dei giornali o nelle notizie dei telegiornali.

A Johannesburg la popolazione locale di lingua zulu ha deciso che vuole liberarsi degli immigrati dallo Zimbabwe. Il modo prescento è aggredendo con bastoni gli immigrati ovunque vengano trovati; e quando l’occasione è proprizia, anche bruciandoli vivi. Certo, per chi ha buona memoria, il sistema del "collare" (mettere un copertone di auto imbevuto di benzina intorno al collo della vittima e poi dargli fuoco) non è nuovo. Lo usavano i compagni di partito di Nelson Mandela, mentre lui era in galera, per intimidire i negri che non aderivano ai boicottaggi (ad esempio andando a lavorare o a scuola). Sono passati 20 anni e i negri dell’ANC non hanno dimenticato come si fa. Nell’articolo si fa notare che i sud africani (negri) che guardavano lo spettacolo se la ridevano.

Non che ci sia da stupirsi. Il Sud Africa, da quando il potere è passato democraticamente nelle mani della maggioranza negra, non ha fatto che andare sempre più in basso. Più o meno si trova una ventina di anni dietro lo Zimbabwe, sulla stada della rovina economica, sociale e politica. Ma li sta andando, senza molti se e molti ma. Sfortunatamente, la demografia ci dice che la maggioranza della popolazione negra del Sud Africa ha un QI troppo basso per essere in grado di compiere lavori complessi o di beneficiare di una istruzione avanzata. Il QI medio della popolazione africana varia tra 60 e 80 (nei casi più fortunati). Il che significa che metà della popolazione ha meno di quel valore e metà della popolazione ne ha di più. In Europa e negli USA, così come in Est Asia (Cina, Giappone, Corea), la popolazione ha un QI di circa 100 (in Italia è 103-104). in Italia, ma anche in USA, se uno ha un punteggio inferiore a 80 è legalmente considerato un minorato mentale. Alla scarsa intelligenza si lega una maggiore propensione alla violenza (non in tutti i casi, certo; solo nella maggioranza).

La situazione in Sud Africa sta continuamente degenerando e lo stato, che applica stupide politiche stataliste di stampo marxista-tribalista, continua a perdere colpi. Piano, piano, stanno consumando tutto il capitale accumulato dalla popolazione europea e asiatica che vi viveva e, ancora in parte, vi vive. Ma i discendenti degli europei e degli asiatici che vivono in Sud Africa sono ogni giorno di meno. Molti se ne vanno verso altri luoghi più accoglienti e meno pericolosi, come facevano gli ebrei nei secoli passati. E, andandosene, si portano via quello che rende ricca una nazione, i cervelli dei suoi membri migliori.

A quando il collasso? Ce ne accorgeremo? I giornali ce lo diranno?

Gateway Pundit: HORROR In Johannesburg– Immigrants Beaten & Burned Alive

Il reato di immigrazione clandestina non è inutile!

Inutile è avere un sistema legale che non esegue le condanne. E questo vale per tutti i tipi di reato.

Schegge di Vetro scrive sull’inutilità del reato di immigrazione clandestina. Ma l’esempio che fa non dimostra certo che l’introduzione del reato è sbagliata o inutile, solo che il sustema italiano, per come è organizzato, non funziona per nulla. Si basa sulla presunzione che l’immigrato che riceva il foglio di via sia tema tanto la legge italiana da non voler incappare nelle sue maglie. Una volta forse era così, ma oggi non lo è più da tempo.

Di sicuro non succede più perché:

  1. le pene sono ridicole, se mai vengono scontate.
  2. dal momento in cui il reato è scoperto a quello in cui la pena viene imparita passa una quantità di tempo enorme; non è strano che molti (extracomunitari o meno) pensino di rimanere impuniti e poi rimangano sorpresi delle lunghe pene detentive.
  3. molti di questi extracomunitari non comprendono semplicemente il sistema legale e penale occidentale e hanno esperienza solo di quello dei loro paesi; quindi interpretano il comportamento del sistema penale italiano come "stupido", "folle", etc. Ma non sono i soli, come molti fatti di cronaca nera italiana dimostrano.

Al contrario, in luoghi dove il timore per le conseguenze del proprio comportamento è ancora presente o è stato rivitalizzato, gli immigrati clandestini si "deportano" da soli. L’esempio lo danno alcuni stati degli USA, che ormai stanchi dell’immobilità del governo federale e delle sue agenzie, hanno deciso di agire per conto loro. Più strette regolamentazioni contro chi assume lavoratori immigrati illegalmente e un taglio ai benefici che gli immigrati irregolari ricevono hanno fatto si che moltissimi decidessero di tornare da soli al loro paesello al di la del confine messicano. Un aiuto lo ha dato anche la crisi economica dei mutui, che ha ridotto notevolmente il numero di posti di lavoro nell’edilizia.

L’immigrato clandestino, una volta arrestato, dovrebbe essere condannato a un anno di detenzione, con la pena sospesa alla condizione che lasci l’Italia immediatamente o, se non ne ha i mezzi, rimarrà in un "centro di accoglienza" fino a che lo stato italiano non gli organizza il viaggio. Se abbandona il centro di accoglienza o rientra in Italia, sconta la pena che gli è stata inflitta e viene respulso alla fine della stessa. Se commette altri reati, sconta la pena relativa e poi viene espulso. Dopo aver dimostrato che non si scherza, la popolazione immigrata clandestina diminuirebbe velocemente. In particolare la parte che sta qui solo per delinquere.