Fusione Fredda: Il Catalizzatore di Energia di Focardi e Rossi

ll 14 gennaio di quest’anno, a Bologna, c’è stato il primo esperimento pubblico del dispositivo di Sergio Focardi and Andrea Rossi. Sergio Focaldi è Professore di Fisica dell’Università di Bologna, mentre Andrea Rossi è Ingegnere Chimico che lavora presso la stessa università.

L’esperimento pubblico, più che un esperimento scientifico, è stato una dimostrazione della tecnologia sviluppata. Gli sviluppatori hanno eseguito l’esperimento sotto la supervisione di tecnici e ricercatori dell’Università di Bologna, che hanno verificato la quantità di energia che veniva introdotta ed emessa dall’apparecchio e la presenza o meno di radiazioni e alla presenza di scienziati e giornalisti.

Non sono stati dati dettagli sulla struttura dell’apparecchio e su come funzioni esattamente. L’apparecchio è oggetto di una richiesta di brevetto ed il progetto è, per ora, un segreto industriale (a quanto pare con una grossa industria che sta finanziando le ricerche). Gli stessi inventori hanno detto che non hanno una teoria precisa ma solo delle supposizioni sulle reazioni che avvengono all’interno del reattore.

Alla fine dell’esperimento, durato circa un’ora, sono stati consumati circa 600 KWh e ne sono stati prodotti circa 12.000 KWh. La misurazione è stata fatta facendo vaporizzare dell’acqua e misurando quanta acqua veniva vaporizzata nel periodo di tempo dall’apparato. L’apparato, di per se, è relativamente piccolo (circa 100x50x50 cm).

L’apparato utilizza il Nickel62 (gli altri isotopi del Nickel non sono adatti), ma potrebbe usare anche altri metalli (ma il Nickel è meno costoso). Il Nickel si combina, assorbendolo all’interno della sua struttura cristallina, con dell’Idrogeno. Scaldato, sotto pressione, ad una temperatura tra i 150 e i 500 °C inizia una reazione nucleare a bassa energia (LENR) che produce un isotopo instabile di Rame (Cu) che poi decade ritornando Nickel (un differente isotopo, però) che rilascia una particella Beta+ che è la fonte primaria dell’energia termica liberata.

In precedenti esperimenti, il Nickel utilizzato è stato analizzato e sono state trovate tracce di rame, ma anche di Zinco, Potassio, Calcio e altri elementi. Il che fa supporre che oltre ad una reazione di fusione ci siano anche delle reazioni di fissione che avvengono nello stesso tempo.

Nella richiesta di brevetto depositata nel 2007, si afferma che un dispositivo basato su questo principio è già stato costruito ed installato in uno stabilimento della EON di Ferrara e che il calore prodotto viene usato per riscaldare lo stabilimento stesso e funziona senza interruzioni . Pare che continui a funzionare a tutt’oggi.

Infatti, tutti gli esperimenti riguardanti la LENR fino ad oggi, a livello mondiale, sono stati incapaci di sviluppare un metodo per produrre energia in modo continuo e affidabile.

L’Ingegner Andrea Rossi si è dichiarato convinto che, con il supporto degli investitori (che hanno preferito rimanere anonimi per ora) dovrebbe essere possibile produrre il dispositivo in serie già dalla fine di quest’anno, inizio del prossimo. Più dispositivi possono essere usati in serie per produrre temperature elevate o in parallelo per produrre energie elevate; quindi dovrebbe essere possibile scalare la produzione in modo illimitato. Il costo è stimato a 0.01 €/KWh e circa 10.000 €/KW.

JANUARY 15th FOCARDI AND ROSSI PRESS CONFERENCE

Molti sono rimasti scettici quando è stata data la notizia, probabilmente ancora scottati dalle molte delusioni che la Fusione Fredda a causato nel passato. La dimostrazione pubblica non ha molto di scientifico, dato che non è possibile per nessuno riprodurre indipendentemente l’esperimento. Dall’altro lato, se effettivamente ci sono investitori industriali interessati, è comprensibile che vogliano limitare il più possibile le notizie e i dettagli diffusi fino a che: (1) la domanda di brevetto non viene accettata e quindi la loro proprietà intellettuale non è al sicuro; (2) evitare che la concorrenza ne approfitti in qualche modo.

Non ci resta che aspettare e vedere se le promesse si materializzeranno in un prodotto acquistabile dai privati, sia individui che industrie.

Certo è che, se la tecnologia funziona ed è applicabile su larga scala, molte cose potrebbero cambiare nei prossimi anni. In particolare il crollo della domanda di carburanti fossili e non, con il conseguente crollo dei guadagni degli stati produttori ed esportatori di petrolio, gas e carbone (mi dispiace per la Norvegia). L’indipendenza energetica degli utenti domestici e non dai vari distributori di energia. Una società più resiliente e meno soldi per dittatori e terroristi. Non sarebbe una brutta cosa.

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