Ad Harvard gli scienziati producono il primo Ribosoma Sintetico

I ribosomi sono gli organelli che nelle cellule sono deputati a produrre le proteine, utilizzando le informazioni codificate in stringhe di RNA. Alla Harvard, il Dottor George Church ha prodotto il primo ribosoma sintetico e gli ha fatto produrre una proteina complessa (la luciferase – la proteina che permette alle lucciole di brillare).

Questo progresso interrompe una stasi di 40 anni nei progressi, dopo che nel 1968 gli scienziati erano riusciti a produrre un ribosoma artificiale, ma in un ambient chimico inusuale invece che in uno in cui la sintesi delle proteine avviene normalmente.

Lo scopo principale della ricerca è di sviluppare un metodo commerciale per la produzione su scala industriale di proteine utilizzando ribosomi artificiali. Attualmente vengono usati ribosomi naturali, che però sono stati sviluppati dalla selezione naturale in milioni di anni e non progettati specificamente per uno scopo industriale.

Ma l’obiettivo finale è quello di sviluppare un genoma di 151 geni, che si crede sia il  minimo indispensabile per produrre una cellula in grado di moltiplicarsi autonomamente.

“We have not made artificial life, and that is not our primary goal, but this is a huge milestone in that direction.”

—George Church

 

Green Car Congress: Harvard Scientists Develop Synthetic Ribosomes

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Non è immorale voler essere immortali

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Opinion: It’s not immoral to want to be immortal – Buying Time?- msnbc.com

L’idea di longevità estrema sta facendosi largo sempre più nel mainstream e nelle pubblicazioni generaliste ed è sempre meno una idea di nicchia. Inoltre, mano a mano che l’idea si diffonde e diviene accettabile, vengono meno gli spazi che permettono a opinioni errate (in buona o cattiva fede) di formarsi ed influenzare un pubblico poco informato. E con una maggiore coscienza del pubblico che la longevità estrema non solo è possibile, ma anche desiderabile, crescerà anche il flusso di denaro dedicato a risolvere il problema per tutti.

Verso un "Nuovo Mondo Coraggioso"

Al Fin () nell’articolo "Step by Step Toward a Brave New World" ci informa di una nuova tecnica per far crescere decine o centinaia di embrioni umani alla volta, in laboratorio, partendo da sezioni congelate delle ovaie delle donne.
La tecnica permetterebbe a molte donne che sono sottoposte a chemioterapia o con altri problemi di salute di conservare la possibilità di avere dei figli per un periodo di tempo più lungo.

New hope for women who face infertility as hundreds more eggs could be grown in lab

Al Fin cita anche altre due tecniche sviluppate recentemente:

una per permettere una fertilizzazione degli ovuli di maggior successo, usando una capsula inserita in vagina per contenere fino a 7 ovuli da fertilizzare:

A new IVF fertility treatment that you could fit in your lunch break – Times Online

ed un’altra che permette di far crescere gli embrioni nei primi giorni all’interno di una capsula riposta nell’utero di una donna, fornendo quindi un ambiente più naturale per crescere a questi e permettendo di rimuovere la capsula per l’analisi pre-impianto degli embrioni.

‘Silicon womb’ to begin fertility trials – tech – 27 February 2008 – New Scientist Tech

Insieme, queste tecnologie permettono di avanzare verso un futuro dove i genitori potranno scegliere tra decine o centinaia di embrioni quali far nascere dopo averne analizzato il patrimonio genetico.

Se, come Randal Parker di FuturePundit dice, il futuro ci riserverà queste possibilità, possiamo aspettarci un aumento repentino del IQ (Quoziente Intellettivo) della popolazione e, di conseguenza, un aumento della ricchezza media. Il dubbio è come saranno selezionate altre caratteristiche come l’altruismo, l’aggressività, l’empatia, la concentrazione, etc.

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Il Manifesto della Lunga Vita

Martedì 20 Novembre è stato pubblicato su LiberoMercato (il supplemento finanziario di Libero) un articolo a pagina 11 dal titolo “Una tessera risolverà i problemi del Welfare”.
Nell’articolo, Claudio Antonelli intervista Ivan Marandola responsabile della Flylife.
Flylife porterà in Italia, in joint venture con Good Gene (da cui nascerà Good Gene Italia), una card al silicio poroso che permettrà di leggere RNA e DNA del paziente e di anticipare una serie di patologie (presentata anche a Porta a Porta pochi giorni prima dell’articolo).
Sempre nell’articolo, viene presentato il libro “Il Manifesto della Lunga Vita” edito da Sperling & Kupfer, una antoligia di articoli sulla medicina predittiva e sulla bioeconomia.
Molto interessante è l’affermazione dell’autore:

“Le biotecnologie si evolvono di 3 mesi in tre mesi, la bionica e la meccatronica saranno le cash cow delle Borse mondiali e chi non avrà accesso all’economia molecolare sarà tagliato fuori dalla globalizzazione. Alla scienza i manager del biotech non chiedono solo la lunga vita, ma l’eliminazione dei costi sociali della sanità. Ecco perché il biotech sarà il settore del futuro”.

Ovviamente si tratta di una previsione che condivido e sostengo.