Natalità europea in crescita

E non solo grazie agli immigranti.

INED ha pubblicato uno studio sulla natalità francese dove si mostra come la natalità francese sia in aumento e che questo aumento sia solo in piccola parte dovuto all’immigrazione (il 5%) e che anche senza di essa la popolazione aumenterebbe ugualmente.

In France, the TFR has risen from 1.66 in 1993 to 2.0 in 2003 and 2.1 last year. If maintained, that means the population of France will rise from 60.7 million today to 70 million sometime before 2050.

Ancor più interessante questo brano:

The birthrates of Muslim women in Europe have been falling significantly for some time. In the Netherlands, for example, the TFR among Dutch-born women rose between 1990 and 2005 from 1.6 to 1.7. In the same period for Moroccan-born women in Holland it fell from 4.9 to 2.9, and for Turkish-born women in Holland from 3.2 to 1.9.

e questo:

In Austria, the TFR of Muslim women fell from 3.1 to 2.3 from 1981 to 2001. In 1970 Turkish-born women in Germany had on average two children more than German-born women. By 1996 the difference had fallen to one child and has now dropped to 0.5. These sharp falls reflect important cultural shifts, which include the impact of universal female education, rising living standards, the effect of local cultural norms and availability of contraception.

La bassa natalità europea è, in gran parte, dovuta all’elevata tassazione e alla presenza di uno stato sociale che disincentiva la procreazione. Ma, come in molti altri casi di selezione naturale, questa pressione ambientale fa si che gli individui meno fertili siano portati a non fare proprio figli, mentre quello più fertili ne fanno meno. Sul lungo periodo (una, due o tre generazioni) il gruppo di individui più fertile aumenterà in proporzione al resto della popolazione e quello meno fertile diminuirà. Nel momento in cui la pressione ambientale che riduce la fertilità scomparirà, la popolazione aumenterà velocemente.

Islam in Europe: Europe: Birth rates rising

Walker’s World: French births soar – UPI.com

IQ, professioni ed Eurabia

In un articolo precedente ho parlato di come l’Eurabia sia un concetto problematico, in quanto i “conquistatori” sono una popolazione con un IQ inferiore a quello dei conquistati e la società che andrebbero a conquistare si regge sulla capacità della popolazione di utilizzare la tecnologia più avanzata disponibile. Inoltre, c’è un trend di discussioni che hanno a che fare con la genetica, l’IQ, il comportamento e l’ereditarietà di questo genere di tratti [1].

Ho quindi pensato di ritrovare un grafico che mostra la correlazione tra l’IQ e le varie professioni e postarlo qui, perché si possa avere una idea di come una differenza di IQ può cambiare radicalmente le possibilità di una società:

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Come si può notare, se si raffronta questo grafico con quest’altro tra 100 e 85 le cose cambiano radicalmente sia verso il basso che verso l’alto:

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Si può vedere come la possibilità di trovare personale adatto per determinate professioni è molto inferiore in una popolazione con IQ di 85 è molto inferiore rispetto ad una popolazione con IQ di 100.

Ad esempio, nel caso dei medici, il 90% dei medici risulta avere un IQ di 105 o superiore. Ovviamente il 10% dei medici ha un IQ inferiore, ma di quanto? Non molto immagino, perché superare il corso di studi, la specializzazione, il praticantato e farsi una carriera diventa esponenzialmente più difficile con un IQ inferiore. Questo comporta che in una società con un medio IQ di 85 diventa molto più difficile trovare medici competenti, perché i medici disponibili saranno in media meno intelligenti o perché chi ha l’intelligenza sufficientemente alta viene stimolato a intraprendere altre carriere che sono più remunerative.

Questa immagine è esplicativa:

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Non è che il numero di medici sia così basso solo perché sono poveri o che altro, ma perché in molti casi (non tutti) mancano del “materiale” umano per produrre un numero di medici sufficiente; a questo, poi, si aggiunge il fatto che i medici capaci spesso preferiscono venire o restare a praticare la loro professione in Europa o in USA perché si guadagna di più e si vive meglio.

Generalizzate questo per tutte le possibili professioni che richiedono un IQ elevato o, se preferite, riducete a 1/10 o 1/100 il numero di persone con un IQ elevato in ogni professione e immaginate le conseguenze sociali.

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Visualizzazione pentadimensionale (fertilità nel tempo)

Mapping Strategy riporta l’esistenza di questo interessantissimo strumento di visualizzazione dei trend di Google: GapMinder.
Permette di visualizzare l’andamento nel tempo, con una semplice animazione di alcune interessanti variabili.
Mapping Strategy riporta, in particolare, la relazione tra Aspettativa di Vita e Reddito, nel tempo dei vari paesi e aree mondiali.

Quello che ci interessa di più, comunque, è la relazione tra fertilità femminile (numero di figli per donna) e l’aspettativa di vita media della popolazione.
Se si selezionano i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, si può notare che l’aspettativa di vita media è cresciuta velocemente fino a quasi raggiungere i livelli occidentali, mentre, a parte poche eccezioni che sono solo in ritardo sul trend generale o di cui non abbiamo i dati storici (Yemen, Afghanistan, Iraq) la fertilità media è diminuita rapidamente in quasi tutti i paesi in esame in modo netto e significativo e il trend non sembra essere in nessun modo intenzionato a faermarsi molto presto.
Le indicazioni sulla fertilità di vari paesi indicano che non ci si può aspettare più una significativa ondata migratoria proveniente da loro, come facevo notare in un post precedente. La Turchia, per esempio, nel 2004 aveva una fertilità di 2,2; esattamente il valore per mantenere la popolazione stabile. Il che significa che ogni persona che emigra è una persona in meno che vive in Turchia. Lo stesso vale per i paesi del Maghreb, con la Tunisia al di sotto del livello di sostituzione e Marocco e Algeria poco al di sopra (2,4 – 2,5). Il trend è inequivocabile, una volta osservato nel tempo. Il che significa che in Europa, l’immigrazione ha ottime probabilità di provenire da paesi dell’Africa sub sahariana, che sono gli unici con una fertilità consistente ed una aspettativa di vita molto bassa.
Il che lascia l’Eurabia realizzabile solo dagli immigrati islamici già arrivati negli anni passati. Però, abbiamo già visto in precedenza che anche la popolazione islamica europea sta rapidamente allineandosi agli standard di fertilità degli europei autoctoni. Se il trend di unioni al di fuori del loro gruppo etnico è consistente con i dati francesi, questo significa che circa il 20% si sposerà con appartenenti ad altri gruppi e tenderà ad adottare i costumi nazionali (essendo, in pratica, i figli al di fuori di entrambi i gruppi di origine). Il che implica, se il trend è costante, che gli immigrati saranno completamente riassorbiti in circa un pochi decenni.

L’unico ostacolo a questo esito è la possibilità delle componenti più integraliste e razziste di tenere con la forza gli individui che vorrebbero fuoriuscire dalla comunità per integrarsi. In questo caso, solo un adeguato intervento dello stato, per limitare questa dinamica può permettere ai vari gruppi di essere assorbiti e integrati nella popolazione autoctona, senza troppi traumi. Il che significa, in generale, avere la forza e la volontà di mantenere legge e ordine e la volontà di colpire senza riguardi i predicatori e i propagandisti che incitano all’intolleranza, alla violenza e alla divisione dal resto della popolazione e tutti gli elementi criminali.

Senza questo, l’integrazione può essere inibita per molto tempo. Il tempo necessario a produrre una reazione espulsiva degli europei autoctoni contro le popolazioni immigrate; probabilmente tutte le popolazioni immigrate e non solo quelle più facinorose.