Ripensare le Regole della Finanza: Trasparenza, Open Source e XML

Il macello finanziario in cui si trova l’economia mondiale in questi giorni è dovuto, in parte, alla mancanza di trasparenza delle informazioni sui prodotti finanziari. Capiamoci bene, le informazioni sono tutte li, ma è impossibile leggerle tutti i documenti prodotti, raccogliere le informazioni utili nel dettaglio e sintetizzarle in un modo che sia utile. Questo almeno fino a che i documenti sono prodotti cartacei, oppure vengono prodotti in formati incompatibili tra di loro.

Anche un esperto si trova davanti a questa massa di dati con lo stesso sgomento con cui ci troveremmo noi a cercare l’Arca dell’Alleanza nei depositi segreti del governo degli USA.

Wired ha proposto una politica radicale di trasparenza totale per accelerare il recupero finanziario dell’economia. Non “nuove regole”, “nuovi regolatori” o altro.

La proposta è semplice e quindi rivoluzionaria nella sua semplicità:

1) Forzare i le compagnie quotate pubblicamente e le istituzioni finanziari e a pubblicare i loro dati online, in modo il più granulare possibile, in tempo reale non ogni 3 mesi, in modo uniforme (con tag standardizzati), in modo che i dati siano esportabili in un qualsiasi database, pagina web o altro. Non basta più fare le cose alla luce del sole, perché la massa di dati che evngono prodotti e pubblicati è tale da nascondere le informazioni utili. Solo quando ogni uno di noi avrà i mezzi per verificare (se lo desidera) ogni punto della filiera dei dati. Se le banche fossero state costrette a pubblicare per i titoli che vendevano l’elenco completo dei mutui che li componevano, sarebbe stato molto più facile e più ovvio scoprire quando erano rischiosi come investimenti.

2) Da quando la SEC ha iniziato a richiedere alle aziende di sottoporre i dati in formato XBRL, i tempi per i revisori per controllare le dichiarazioni delle società sono passati da 70 giorni a 2 giorni.

La disponibilità delle informazioni permette di migliorare la profittabilità delle aziende e ridurre il rischio degli investimenti: la società Lending Club ha pubblicato l’algoritmo usato per calcolare il rischio di un prestito e, quindi, l’interesse che un prestatore deve pagare. Grazie a molti suggerimenti ottenuti dai suoi clienti (sia prestatori che prestanti) ha quindi modificato l’algoritmo, per esempio riducendo il peso del rapporto debiti/entrate del prestatore.

Quest’ultimo esempio mostra come la comunità degli utenti possa essere, alla fine (ma probabilmente anche subito) più capace di un organo governativo (e quindi di natura politica) di comprendere più velocemente quello che sta succedendo sul mercato e di reagire di conseguenza. Dopo tutto sono i loro soldi che sono in gioco, non quelli di qualcun’altro.

Istituzioni come Lending Club possono disintermediare il credito, tagliando fuori le banche. Il credito va direttamente da chi ha il denaro (una persona) verso chi ha bisogno di quel denaro (una persona). La gran parte dei costi generati dall’esistenza delle banche viene eliminata. Da questo deriva un costo minore del denaro per chi chiede i prestiti e un maggiore interesse per chi presta. Non solo, le banche prestano non solo il loro denaro, ma anche quello che i correntisti tengono nei loro conti correnti, che possono essere ritirati in qualsiasi momento dai correntisti. Questo ha l’effetto, come insegna la Scuola Austriaca di Economia, di moltiplicare il contante in circolazione, abbassando i tassi di sconto in modo non  correlato alla reale situazione del mercato e mettendo a rischio di insolvenza le banche.

In parte, questo mi ricorda l’iniziativa di questo governo di mettere online tutta la pubblica amministrazione, di permettere alla gente di valutare i servizi pubblici a cui accedono e di mettere tutti i dati ottenuti online. La trasparenza radicale può essere non solo rivoluzionaria, ma anche il miglio stimolo alla crescita economica e alla prosperità. Molto di più di dei pacchetti di investimenti per quella o questa industria o degli ammortizzatori sociali.

Next Big Future: Ret hinking Financial Regulation: Simple Transparency, Open Source and XML

Instapundit » RETHINKING FINANCIAL REGULATION: Simple Transparency, Open Source, and XML. But then what would the regulators do?

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Problemi e Soluzioni

Una donna di 32 anni, figlia di un Imam britannico si converte al cristianesimo e vive da anni nascosta a causa delle minacce di morte della famiglia. Tanto che ha dovuto cambiare casa decine di volte ed è protetta dalla polizia da quasi un decennio.

British Imam’s Daughter Converts to Christianity, Receives Death Threats

Sentenza di morte contro una musulmana convertita al cristianesimo

Una ragazzina di 14 anni, figlia di un islamico di origini marocchine e di una cittadina olandese, stufa di essere pestata dal padre perché non si comportava da brava mussulmana e marocchina, ha deciso di far provare al padre quello che il padre faceva provare a lei. Ha preso due coltelli dalla cucina e lo ha accoltellato mentre pregava Allah, subito dopo aver finito di pestarla perché sospettava che avesse comunicato con un amico. Fortunatamente Sfortunatamente ha esagerato e ha mandato il padre dalle 72 vergini e dai 18 giovinetti. La madre, ovviamente, non è riuscita ad impedirglielo (come non riusciva ad impedire al marito di pestare la figlia immagino), ne c’è riuscito il fratello accorso subito dopo (idem come sopra).

Islam in Europe: Liege: Daughter kills father

Immagino che se la ragazza olandese in futuro si vorrà convertire al cristianesimo avrà molti meno problemi della ragazza britannica da parte della famiglia.

Qual’è la differenza tra "moderati" e "fanatici"?

Qual’è la differenza tra l’Islam moderato e quello fanatico?
Una domanda che dovrebbe porsi chi crede che ci sia una differenza, dopo aver letto le notizie che vengono dall’Egitto.
Condanna a morte per gli apostati dall’islam decretata dall’università Al Azhar
Mohamed Hegazi, simbolo della libertà religiosa in Medio Oriente

Che differenza c’è tra il permettere agli Imam moderati di predicare che è giusto uccidere l’apostata e chi fa proselitismo tra i mussulmani e permettere agli Imam estremisti di predicare che è giusto uccidere gli apostati e chi fa proselitismo tra i mussulmani?
L’unica differenza, a quanto pare, è che i primi non credono che sia un obbligo religioso dei singoli mussulmani quello di eseguire la sentenza (ma probabilmente è “solo” un titolo di benemerenza).

Dove stanno i politici che si riempiano la bocca con i diritti umani, certa Chiesa, le tante istituzioni?
Di alcuni sappiamo che sono ben felici di intrattenere rapporti con l’Università di Al Azar (lo IUAV di Venezia, per esempio). Di altri sappiamo che sono ben felici di non vedere e non fare nulla.

Quando sarà il momento, per queste istituzioni e per questi individui, di schierarsi senza se e senza ma dalla parte dei perseguitati contro i persecutori?