IQ, professioni ed Eurabia

In un articolo precedente ho parlato di come l’Eurabia sia un concetto problematico, in quanto i “conquistatori” sono una popolazione con un IQ inferiore a quello dei conquistati e la società che andrebbero a conquistare si regge sulla capacità della popolazione di utilizzare la tecnologia più avanzata disponibile. Inoltre, c’è un trend di discussioni che hanno a che fare con la genetica, l’IQ, il comportamento e l’ereditarietà di questo genere di tratti [1].

Ho quindi pensato di ritrovare un grafico che mostra la correlazione tra l’IQ e le varie professioni e postarlo qui, perché si possa avere una idea di come una differenza di IQ può cambiare radicalmente le possibilità di una società:

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Come si può notare, se si raffronta questo grafico con quest’altro tra 100 e 85 le cose cambiano radicalmente sia verso il basso che verso l’alto:

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Si può vedere come la possibilità di trovare personale adatto per determinate professioni è molto inferiore in una popolazione con IQ di 85 è molto inferiore rispetto ad una popolazione con IQ di 100.

Ad esempio, nel caso dei medici, il 90% dei medici risulta avere un IQ di 105 o superiore. Ovviamente il 10% dei medici ha un IQ inferiore, ma di quanto? Non molto immagino, perché superare il corso di studi, la specializzazione, il praticantato e farsi una carriera diventa esponenzialmente più difficile con un IQ inferiore. Questo comporta che in una società con un medio IQ di 85 diventa molto più difficile trovare medici competenti, perché i medici disponibili saranno in media meno intelligenti o perché chi ha l’intelligenza sufficientemente alta viene stimolato a intraprendere altre carriere che sono più remunerative.

Questa immagine è esplicativa:

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Non è che il numero di medici sia così basso solo perché sono poveri o che altro, ma perché in molti casi (non tutti) mancano del “materiale” umano per produrre un numero di medici sufficiente; a questo, poi, si aggiunge il fatto che i medici capaci spesso preferiscono venire o restare a praticare la loro professione in Europa o in USA perché si guadagna di più e si vive meglio.

Generalizzate questo per tutte le possibili professioni che richiedono un IQ elevato o, se preferite, riducete a 1/10 o 1/100 il numero di persone con un IQ elevato in ogni professione e immaginate le conseguenze sociali.

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Eppur si muove

La notizia che James Dewey Watson, premio Nobel per la Medicina nel 1962 per la scoperta della struttura del DNA, è stato sospeso per aver espresso le sue opinioni non è sorprendente. Qualcuno, se potesse, lo metterebbe al in prigione o al rogo se non ritratta, come si è fatto con Galileo.

BBC NEWS | Science/Nature | Lab suspends DNA pioneer Watson

Il Professor Watson ha semplicemente detto qualche cosa che l’ortodossia politicamente corretta che impera nel mondo occidentale, in particolare nelle universita e nella stampa, non ammette sia messo in dubbio. Che gli esseri umani non sono uguali tra di loro.

Ovviamente che le affermazioni del Professor Watson siano oggettivamente fondate o meno non ha importanza. Che siano corrette o meno neanche. E, sopratutto, che non siano quello che la maggior parte dei giornali ha riportato.

Watson ha detto che la popolazione dell’Africa (in particolare quella a sud del Sahara, visto che parla di neri) non ha la stessa intelligenza di quella che vive nei paesi occidentali. Non è il solo a dirlo, e non mancano i dati per sostenerlo. Quello che ha detto di seguito, però, pare sia scomparso dalle discussioni; cioè che questo fatto non è un motivo per discriminare gli africani, perché comunque esistono molti individui con capacita eccellenti, e che comunque anche se ci fossero delle differenze questo non implica che ci si possa considerare superiori o li si possa considerare inferiori moralmente (e quindi degni di minori o maggiori diritti).

Non ha detto che la motivazione di questa minore intelligenza sia dovuta solo ad una differenza genetica, perché è ovvio che esistono molte cause ambientali che possono indurre una minore intelligenza in una popolazione: malnutrizione, scarsa scolarizzazione, strutture sociali arcaiche che impediscono uno sviluppo sociale ed economico, etc.

Ha affermato che è una illusione ritenere che, solo perché è l’ idea che ci piace e ci rassicura, tutte le popolazioni umane, anche se si sono sviluppate in ambienti completamente differenti per millenni o più, siano eguali nell’intelletto o in altre caratteristiche. Altra affermazione banalmente vera, dato che siamo tutti qui a lodare le capacità dei maratoneti etiopi (che vivono da millenni ad alta quota) di correre su lunghe distanze, il colore della pelle è un adattamento che permette ai neri di vivere in climi molto più assolati e agli equimesi in climi molto meno assolati (e ci fermiamo qui, dato che vi sono moltissime altre differenze tra i gruppi etnici umani che sono molto meno ovvie [1 , 2]).

La mia impressione è che Watson abbia toccato un punto sensibile e debole della sinistra (che è ampiamente rappresentata nella stampa e nel mondo accademico, in particolare nelle facoltà umanistiche e nelle scienze sociali). La sinistra vive di dogmi e mettere in discussione questi dogmi è pericoloso e chi lo fa è detestato. Che poi la sinistra sia la prima a non credere, nei fatti, ai suoi stessi dogmi, è un dato di fatto. In questo caso particolare, Watson ha messo in dubbio che i piani di aiuto della sinistra (quelli attuati fino ad ora dagli stati) siano utili e sensati. Utili alla popolazione africana, ovviamente, dato che di certo sono utili alle ONG, ai governi che le promuovono e le ricevono, ai burocrati e ad affaristi vari.

Personalmente ritengo che ci siano delle differenze genetiche tra le varie popolazioni, e che anche l’intelligenza sia tra queste. Probabilmente si tratta di una differenza che, a parità di condizioni esterne, può essere abbastanza trascurabile. Il problema nasce quando le condizioni esterne non sono uguali e quindi una piccola differenza iniziale viene amplificata. Se a questo sommiamo l’effetto di numerose generazioni, differenti culture, e altro, si può ben capire perché la Guinea Equatoriale ha un IQ medio di 59 e Hong Kong di 107. Certo, il IQ non è tutto, perché anche la volontà, la cultura e la fortuna (nella forma di risorse naturali), possono e hanno un importante effetto nella capacità di un gruppo etnico di ottenere risultati migliori di altri. Una persona con un IQ inferiore può ottenere risultati superiori rispetto ad una persona con un IQ maggiore, se ha più forza di volontà, un fisico più sano, una capacità emotiva superiore.

Nel recente passato, gli esseri umani si sono duvuti adattare a numerosi cambiamenti del loro ambiente. Il fatto che questo non possa venir notato facilmente da un singolo individuo non ha importanza. La selezione naturale funziona comunque e non smette mai di funzionare. Al massimo cambia il motivo della selezione. E le popolazioni si adatteranno o saranno soppiantate.

Edit del 27/10/2207

Un articolo sull’argomento che mi piace:

AtrocePensiero: E se anche fosse?

In particolare è interessante la spiagazione del perché i socialisti/comunisti negano veementemente ogni differenza sostanziale tra razze.