Il Pakistan potrebbe collassare in sei mesi, dice un consigliere del CENTCOM

David Kilcullen, un famoso consigliere del Generale Petreus, ha rilasciato una intervista in cui afferma che è possibile che il Pakistan possa collassare in sei mesi. Il che può essere una buona e una cattiva notizia. La cattiva notizia è che gran parte del Pakistan potrebbe finire sotto il controllo di integralisti islamici amici di bin Laden e dei Talebani, insieme a un centinaio di bombe atomiche e di missili in grado di trasportarle. La buona notizia è che, senza un governo apparentemente filo-occidentale ma in larga parte infiltrato dai fondamentalisti, i Talebani e al Qaeda perderebbero i santuari che hanno avuto fino ad ora  e che sono intoccabili da parte delle forze occidentali.

L’utilizzo di una o più bombe atomiche da parte dei fondamentalisti islamici realizzerebbe la seconda congettura di Wretchard. In particolare, l’acquisizione della tecnologia necessaria a produrre delle WMD (armi di distruzione di massa) renderebbe impossibile evitare la realizzazione della seconda congettura.

Afghan Citizen: Pakistan Could Collapse in Six Months, says CENTCOM adviser

P.S.

Devo tradurre “The Three Conjectures” di Wretchard in italiano, se qualcuno non lo ha già fatto.

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Vale la pena combattere!!!

Tre anni fa, Salman al Awdah e altri 25 esponenti religiosi islamici sauditi emisero una fatwa che era giustificabile per i mussulmani combattere contro gli “invasori” americani in Iraq. Tra le altre cose Salman al Awdah era anche un sostenitore di Osama bin Laden e al-Qaeda e ha trascorso 5 anni in prigione in Arabia Saudita a causa delle sue simpatie.

Ma, adesso, Salman al Awdah ha cambiato idea insieme a molti dei suoi sostenitori. E questo ha prodotto polemiche nei web site che sostengono i terroristi islamici, in quanto Salman al Awdah è stato uno dei più accesi sostenitori di bin Laden tra i religiosi di alto rango dell’Arabia Saudita.

Il governo saudita ha sicuramente messo in atto pressioni per spingere i chierici a non sostenere al-Qaeda, ma il fatto che prendano piede posizioni anti al-Qaeda tra i suoi vecchi sostenitori è indicativo che il costo della jihad si fa sentire anche tra gli islamisti più accesi.

Non solo il massacro di tanti mussulmani è sempre meno giustificabile agli occhi di altri islamici e sta delegittimando l’ala estremista, ma la guerra in Iraq (e in Afghanistan) ha significato la fine della Jihad a costo zero, quando solo gli infedeli subivano gravi perdite e gli islamici decidevano come e quando colpire da basi sicure. E questo costa in vite, in denaro e in sicurezza dei sostenitori non combattenti della Jihad, che stanno riconsiderando se ne vale la pena.

Quindi, combattere non è inutile; non solo riduce il numero dei combattenti nemici, ma aumenta i loro avversari.

The Dignified Rant: Creating More Anti-Jihadis

Counter-Terrorism: Saudi Clergy Turn On Al Qaeda

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