IBM brevetta il ”bullet time” di MATRIX.

Se non sapete che cos’è il “bullet time” forse non avete visto The Matrix; se avete visto il film, allora ricorderete come Neo e gli Agenti riuscivano a scansare le pallottole che venivano sparate contro di loro.

Le truppe USA hanno sistemi montati sugli automezzi che permettono loro di triangolare il punto di provenienza di un proiettile e la sua traiettoria, utilizzando microfoni collegati ad un sistema computerizzato dedicato. Il punto di provenienza del proiettile viene determinato dal sistema prima ancora che il proiettile colpisca il suo bersaglio. In battaglia a questo sistema può venire collegato a sistemi d’arma che sparano automaticamente contro il punto da cui proviene il proiettile.

IBM ha sviluppato un brevetto [1] per fare un basso avanti: se un soldato è collegato al sistema di rilevamento attraverso uno speciale esoscheletro o un sistema di stimolazione muscolare, il sistema può conoscere la posizione di ogni soldato, calcolare chi si trova sulla traiettoria del proiettile e automaticamente stimolare una reazione motoria della muscolatura o dell’esoscheletro per farlo spostare/scansare fuori dalla traiettoria.

Nel frattempo, il DARPA, ha finanziato lo sviluppo di un proiettile calibro .50 guidato che può essere sparato da un fucile da cecchino. Il proiettile riceverebbe le informazioni per modificare la traiettoria e colpire comunque il bersaglio.

 IBM files Matrix style bullet dodging patent | The Firearm Blog

Due aziende offrono la sequenzializzazione del genoma personale

Ci sono già due aziende che offrono un servizio di sequenzializzazione del genoma umano per i loro clienti: la  23andMe per 999$ e la deCODEme per 985$.

23andMe  si offre di sequenzializzare 600.000 loci del genoma, mentre la deCODEme offre di sequenzializzare 1.000.000 loci del genoma.

Entrambe le aziende si propongono non solo di sequenzializzare il genoma dei loro clienti (in effetti solo una parte di tutto il genoma), ma di permettere ai loro clienti di vedere le caratteristiche ereditate dai genitori o dai nonni, le somiglianze genetiche con i loro familiari o i loro amici, da che popolazioni discendono i loro antenati, le loro predisposizioni e, cosa più importante, di conoscere le probabilità di sviluppare 17 patologie basandosi sulla letteratura corrente (ovviamente il numero in futuro aumentera di molto).

L’obiettivo, ovviamente, è di sequenzializzare tutto il DNA, come è già stato fatto per James Dewey Watson ad un costo di 1.000.000 di $. Ma il servizio è già disponibile ad un prezzo “scontato” di soli 300.000$.

Prevedibilmente, il costo della sequenzializzazione parziale e di quella totale scenderà nei prossimi anni, come è successo con i computer. La mia previsione è che l’anno prossimo potremmo benissimo vedere gli stessi servizi offerti per un prezzo di 500-750$ invece che di 1.000$ e che la sequenzializzazione completa scenderà intorno ai 100.000$.

Il campo della genomica personale vale miliardi di $ per chi riuscirà a vendere i servizi collegati ad essa, ma varrà anche 10 anni di vita produttiva in più per noi consumatori.

23AndMe Will Decode Your DNA for $1,000. Welcome to the Age of Genomics

Slashdot | Two Companies Now Offering Personal Gene Sequencing

My Genome, Myself: Seeking Clues in DNA – New York Times

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Transumanesimo e politica economica (parte 1)

Una delle critiche espresse più di frequente all’idea di transumanesimo è quella che solo una parte della popolazione possa avvantaggiarsene: i più ricchi. Questi oppositori del transumanesimo preferiscono che nessuno possa migliorare se non possono farlo tutti. Ovviamente questa posizione è moralmente inconsistente, perché finirebbe per giustificare e fomentare azioni crudeli, sanguinarie e totalmente irrazionali:

ad esempio, si potrebbe giustificare con la stessa logica, il divieto per tutti i malati di diabete di utilizzare l’insulina e altri farmaci, solo perché alcune popolazioni sono troppo povere per potersi permettere delle cure adeguate. Ma, anche se gli si regalasse l’insulina, i farmaci e tutto quello che è necessario per usarli, questo cambierebbe la situazione? Non dovremmo preoccuparci di capire perché queste popolazioni non possono permettersi questi farmaci e tutti gli altri farmaci comuni nel mondo moderno? Se non risolviamo questo problema, come potremo mai rendere queste popolazioni indipendenti dal nostro continuo aiuto?

d’altro canto, se il sig. A non potesse usare una determinata cura salvavita solo perché il sig. B è troppo povero per potersela permettere e il sig. A non può o non vuole pagare per la propria cura e quella di B, cosa impedirebbe al sig. A di pianificare la morte di B per essere libero di usare la cura? Si riproporrebbe il dilemma dei due naufraghi che lottano per il possesso di un singolo salvagente, che anche nella giurisprudenza moderna non è considerata un reato, in quanto ogni singolo individuo ha il diritto inalienabile di tentare di preservare la propria vita, anche se questo implica un danno anche fatale ad altri (anche detta legittima difesa).

La mia personale opinione, in linea con gli insegnamenti liberali e libertari è che chiunque sia in grado di provvedere con i propri mezzi al proprio upgrade non dovrebbe esserene impedito, a meno che l’upgrade non comporti un grave pericolo per le altre persone(1).

Qui, però, si inseriscono alcuni sostenitori del transumanesimo che temono che il mercato sia incapace di fornire le tecnologie transumaniste a tutta la popolazione. Anche loro temono che le tecnologie transumaniste saranno troppo costose per un periodo troppo lungo, e quindi la popolazione si dividerà tra chi può permettersi di pagare gli upgrade e chi non può permetterselo. In particolare nel caso delle tecnologie di life-extension. La loro soluzione, invariabilmente, implica l’utilizzo dello stato come mezzo per permettere anche ai più poveri di accedere alla tecnologia transumanista, attraverso i soliti ben conosciuti metodi di redistribuzione del reddito: tasse e sussidi. Potrà sembrare strano, ma la posizione di questo gruppo è speculare a quella degli oppositori del transumanesimo di cui ho discusso in precedenza.

Entrambi temono un mondo in cui i benefici delle tecnologie transumaniste siano a disposizione solo di una minoranza che ha i mezzi economici per permetterseli, la differenza è che un gruppo pensa di poterli regalare a tutti e l’altro pensa che non sia possibile.

Non si tratta di un problema nuovo, perché già adesso ci sono situazioni simili, che eccitano simili sentimenti nei vari gruppi di anime belle in giro per il mondo. Il problema, ad esempio, dei farmaci contro l’AIDS per i paesi poveri è simile. L’Istituto Bruno Leoni  nell’articolo di Bruno Mingardi La salute non si brevetta affronta questo problema.

L’articolo argomenta chiaramente come anche se si permettesse alla Thailandia di disporre di questi farmaci a basso prezzo, il vero problema è il perché la popolazione è così povera da non potersi permettere i medicinali, da non potersi permettere un numero di medici adeguato alla popolazione, e di come anche se i medicinali costessero poco, difficilmente potrebbero essere usati da una popolazione che non ha abbastanza medici, ospedali e le necessarie strutture di contorno. Il risultato più probabile di permettere al governo thailandese di produrre liberamente quei farmaci a basso prezzo sarebbe solo quello di permettere all’industria farmaceutica thailandese (di proprietà dello stato) di vendere quei medicinali in concorrenza sui mercati dei paesi più sviluppati e di arrichire ingiustamente i burocrati e i politici thailandesi.

(1) In questo, però, non voglio essere frainteso: se una persona decidesse di farsi fare degli artigli in stile Wolverine questo non è ragione sufficiente per impedirglielo, perché quella persona mantiene la capacità morale che aveva in precedenza di decidere se usarli o meno; se, d’altro canto, decide di alterare il suo cervello in modo da eliminare completamente ogni freno morale in modo permanente, in modo da non avere nulla che gli impedisca di uccidere o infliggere dolore senza esitazione e rimorso (in pratica diventando psicopatico), allora la cosa è differente. Questa persona avrebbe una pericolosità sociale enorme e, a norma della legge italiana, dovrebbe essere tenuto rinchiuso in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Questo anche se non avesse fatto ancora nulla, perché mancherebbe della capacità di reprimere i suoi istinti omicidi e sarebbe simile ad una mina vagante.

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Donne shockanti, auto elettriche, ultracondensatori nanotecnologici e superconduttori

Per prima cosa, una interessante e felice notizia: la Phoenix Motorcars ha finalmente mostrato i primi modelli di un’auto completamente elettrica che utilizza le batterie a ultracondensatori sviluppate dalla Altairnano e che sarà disponibile in volumi (6000 unità) dal 2008. Ne da notizia  Futuro prossimo in Vicina l’era dei trasporti elettrici grazie alla Phoenix

Personalmente non credo che sia possibile passare direttamente ed in massa dalle auto con motore a combustione interna ad auto solamente elettriche. Non esiste ancora l’infrastruttura necessaria per tutti quei mezzi. Il che rende le auto elettriche utili solo per essere usate all’interno di zone ristrette e quando è possibile ritornare sempre alla base per ricaricarsi.

L’immediato futuro è delle PHEV, che permettono di usare un motore elettrico con batterie ricaricate dalla rete domestica nei normali spostamenti di tutti i giorni, ma che permettono di usare un motore a combustione interna per ricaricare le batterie nel caso serva una autonomia maggiore oppure ci si trovi in una zona senza accesso alla rete elettrica. Va aggiunto che c’è una differenza pratica importante nel fare rifornimento in pochi secondi travasando un liquido che richiede un semplice contenitore (la classica tanica di benzina) o in 10 minuti (come avviene per il modello della Phoenix presentato) o in varie ore (come avviene per i modelli di PHEV o EV che usano batterie al Litio o di altro genere.

Altre notizie recenti affermano che la Altairnano e la Phoenix stanno equipaggiando una rete di distributori in California con delle stazioni di ricarica veloce per le loro auto. Questo permetterà alla Altairnano di sviluppare un mercato parallelo per gli ultracondensatori che produce: non solo all’interno delle automobili, ma anche alle stazioni di servizio per immagazzinare durante la notte, quando costa meno, l’energia elettrica che sarà usata per ricaricare le automobili elettriche (trasferire 35 KWh in 10 minuti non è esattamente una cosa banale per la rete elettrica cittadina).

Ma la notizia successiva riguarda proprio questo aspetto: la trasmissione dell’energia elettrica attraverso superconduttori di seconda generazine. In questo post di Gizmag, la American Semiconductors annuncia di aver ottenuto risultati significativi e di stare aumentando la produzione dei suoi cavi superconduttori per applicazioni commerciali. Il procedimento è proprietario, ma a basso costo e permette di sostituire i cavi di rame (molto costoso) con cavi superconduttori molto più sottili o, volendo, sostituirli con cavi superconduttori di dimensioni simili ma in grado di sostenere una corrente molto superiore. L’effetto di una ampia adozione di questa tecnologia è che linee elettriche costeranno molto meno, saranno molto più affidabili e ridondanti, occuperanno molto meno spazio, e potranno trasportare molta più energia elettrica.

Ma, immagino, vi state ancora domandando che cosa centra con tutto questo una donna shockante? Be’ oltre ad essere bella, questa ragazza è in grado di dare uno shock elettrico molto potente. Un paio di calzature alla moda, che hanno la possibilità di trasmettere dalla punta una singola scarica elettrica da 100.000 Volts, sono sicuramente un must per la donna che non deve chiedere mai aiuto!!!

Il commento della creatrice di moda che ha sviluppato queste scarpe ed altro:

“I believe this type of capability is a dream of many women and it is my intention to bring it to market,”

“These shoes were designed to transform the self-perception of the wearer. The act of donning these shoes and the matching necklace is comparable to the ritual of wearing a mask; once they are on, they empower the wearer to express her hidden powerful personality.

The scenario of use is any day or event in which the wearer wants to feel in control, displaying power with irony and style and using it only in case of a real emergency.

I’ve designed many such wearables,” said Simona. “I have a full range of these wearable dream technologies waiting for the right opportunity.” Simona is seeking the right business partners to make this come true. Interested parties can write to Simona here.