Le Tre Congetture di Wretchard

Il 23 Settembre 2003 Richard Fernandez, che scriveva sotto lo pseudonimo di Wretchard il blog “Belmont Club” postò un articolo che è diventato il punto di riferimento di molte analisi politiche che riguardano l’Islam, la Guerra al Terrore (War on Terror), il Terrorismo Islamico. Il Titolo di questo articolo, che ho deciso di tradurre in italiano, è “Le Tre Congetture”.
Attualmente, Richard e il suo blog sono ospitati da Pajama Media sul blog omonimo Belmont Club

Le Tre Congetture

Un sondaggio di Pew ha trovato che il 40% degli americani temono che una città degli Stati Uniti sarà distrutta da un attacco terroristico nucleare. James Lileks pensa che l’annientamento di una città è una certezza e segnerà solo l’inizio di una lunga e logorante lotta contro gli islamisti armati di auto-bomba nucleari.
Quanto la minaccia sia imminente è discutibile. Nonostante la percezione che la diffusione delle tecnologie abbia messo le armi di distruzione di massa alla portata di mano dei terroristi islamici – il cliché di un mullah che produce antrace in una caverna – le armi del terrorismo rimangono al livello degli anni ‘70. L’azione di Al-Qaeda dell’11 settembre è l’attacco terroristico più sofisticato nella storia. Eppure non usò nuove tecnologie, ma vecchie tecniche in modo creativo come il dirottamento di aerei. Gli esplosivi ad alto potenziale, le armi di piccolo calibro e i gas tossici restano ancora le armi dei terroristi.
Il fattore limitante è la mancanza di risorse ingegneristiche del terrorismo per produrre armi sofisticate. I principi di balistica, di chimica degli esplosivi e di aeronautica necessari per costruire aerei da combattimento sono ben noti, ma i gruppi come Al Qaeda non hanno il personale, le strutture e l’ambiente sicuro per trasformare questi concetti in oggetti funzionanti e quindi non hanno aerei da combattimento. Creare una bomba Atomica di uranio del tipo più semplice è paragonabile, per complessità di produzione, a costruire un Douglas DC-3, anche avendo a disposizione il materiale fissile. Ma i problemi di SAFF (sicurezza, armamento, attivazione e fuoco) da garantiscono quasi da soli che non possa essere sviluppata nella grotta di un mullah. Le armi degli Stati Uniti sono one point safe – hanno meno di una possibilità su un milione di esplodere accidentalmente se gli inneschi sono stati attivati in modo improprio. A meno che gli islamisti non progettino le loro armi allo stesso modo, queste sarebbero inutilizzabili. La storia della sicurezza delle fabbriche di bombe dei terroristi e la storia delle detonazioni premature di autobombe fanno prevedere che Islamabad sarebbe vaporizzata prima di Manhattan. Problemi analoghi esistono per le armi biologiche. Non ci sono impianti di Biosicurezza Livello 4 nelle aree tribali o nelle tende in Nord Africa e una epidemia accidentale che spazzi via la popolazione del Medio Oriente sarebbe di poco aiuto alla causa islamista. Solo uno stato nel breve termine – il Pakistan, l’Iran o la Corea del Nord – può avere le risorse e un territorio sicuro per produrre l’arma che Lileks e degli intervistati di Pew temono.

Congettura 1: Il terrorismo ha abbassato la soglia nucleare

Questi ostacoli alle capacità dei terroristi sono l’unico motivo per cui la War On Terror non ha ancora varcato la soglia nucleare, il punto in cui i nemici si combattono con armi di distruzione di massa. L’intento dei terroristi di distruggere gli Stati Uniti, a qualunque costo per se stessi, è un dato di fatto dopo l’11 Settembre. Solo la loro capacità è in dubbio. Si tratta di un rovesciamento della situazione della guerra fredda, quando la capacità dell’Unione Sovietica di distruggere l’America era data, ma la loro intenzione di farlo, a fronte di una sicura ritorsione, era dubbio. I sistemi di allarme rapido, dalla linea DEW del 1950 ai satelliti di supporto della Difesa erano elaborati meccanismi per accertare semplicemente l’intento dei Sovietici. Questo ha alzato molto la soglia nucleare della Guerra Fredda. Anche il lancio di un paio di testate da più megaton su obiettivi americani o di uno scontro nucleare tra le forze in mare non avrebbe causato necessariamente una Guerra Nucleare Globale, se l’autorità nazionale del comando americano fosse stata convinta che l’attacco sovietico fosse stato causato da cause accidentali o potesse essere contrastato con una risposta proporzionale, in altri le parole, senza l’intenzione di avviare uno scambio nucleare totale, non ce ne sarebbe stato nessuno.
In netto contrasto, la soglia nucleare contro il terrorismo può essere attraversato una volta raggiunta la capacità di attacco con armi di distruzione di massa. A differenza dei vecchi sistemi di allerta precoce, progettati per misurare l’intento dei sovietici, i sistemi di intelligence della War on Terror sono pensati per misurare le capacità. La questione rilevante della Guerra Fredda era ‘hanno intenzione di utilizzare la bomba?‘. Nella Guerra al Terrore, la questione rilevante è semplicemente ‘hanno la bomba?‘ Ciò pone la soglia nucleare molto in basso. Quanto basso fosse il livello è stato empiricamente mostrato nei giorni immediatamente successivi all’11 settembre, quando è stato segnalato che gli Stati Uniti hanno esaminato – e respinto – una risposta nucleare all’attacco contro il World Trade Center. La soglia era quasi stata superata. Comunque sia, adesso sappiamo dalla National Security Presidential Directive 17 che un attacco terroristico con Armi di Distruzione di Massa, comprese quelle biologiche e chimiche, andrà oltre la linea:

“gruppi terroristici stanno cercando di acquisire WMD con lo scopo dichiarato di uccidere un gran numero di nostri cittadini e quelli di amici e alleati – senza rimorsi e senza preavviso. … … Gli Stati Uniti si riservano il diritto di rispondere con la forza schiacciante – anche mediante ricorso a tutte le nostre opzioni – all’uso di WMD contro gli Stati Uniti, le nostre forze all’estero, amici e alleati “.

Alcuni rapporti hanno suggerito che gli Stati Uniti avrebbero usato preventivamente armi nucleari tattiche – bunker busters – per distruggere le WMD dei terroristi. Non siamo più in Kansas [Citazione del “Mago di Oz”, N.d.T.]. Nei bei tempi della Guerra Fredda i sottomarini Sovietici con missili balistici potevano incrociare al largo della costa americana, con centinaia di armi nucleari a bordo, senza essere disturbati dalla US Navy. Adesso una singola nave da trasporto di Al Qaeda che porti un’arma nucleare a bordo e fosse diretta a New York sarebbe attaccata senza pietà. Il tabù che ha trattenuto generazioni dallo sterminio di massa è stata mentalmente superato dall’ Islam radicale e le lor mani brancolano cercando il pugnale.

Congettura 2: Ottenere le Armi di Distruzione di Massa causerà la distruzione dell’Islam

Questa maligna fissazione è stata riconosciuta nel discorso del presidente Bush a West Point nell’estate del 2002, quando ha concluso che “la deterrenza – la promessa di una rappresaglia di massa contro le nazioni – non significa nulla contro le reti ombra del terrorismo, con nessuna nazione o cittadino da difendere”. Il nemico era ugualmente indifferente a inviti e minacce. Né essere carini – il ritiro dall’Iran di Jimmy Carter, l’abbandono del Libano di Reagan, della difesa dell’Arabia Saudita di Bush, il salvataggio dei mussulmani albanesi dal genocidio serbo da parte di Clinton, il pagamento di miliardi in aiuti all’Egitto e al Pakistan -, né la più grave delle minacce cambierebbe l’intento del nemico di distruggere e schiavizzare tutta l’America. Allah ha condannato l’America. I fedeli devono solo trovare i mezzi per portare a termine l’esecuzione.
Siccome la capacità è l’unica variabile di interesse nella War on Terror, maggiore è la capacità degli Islamici di colpire, più forte sarà la risposta. Un attacco irripetibile con un’arma di distruzione di massa produrrebbe una risposta differente da quella derivante da una capacità di colpire in modo costante e ripetitivo. La risposta ad un attacco irripetibile sarebbe limitata. Tuttavia, ammettiamo che il Pakistan o la Corea del Nord progettino un’arma affidabile plutonio che può essere costruita con “un punto di sicurezza” in qualsiasi officina meccanica con un minimo di abilità, dando ai terroristi islamici i mezzi per attaccare ripetutamente l’America a tempo indeterminato. In queste circostanze, non ci sarebbe alcun incentivo a ritorsioni proporzionate. Lo scambio di Armi di Distruzione di Massa escalerebbe in modo incontrollabile fino a che l’Islam fosse stato distrutto.
Consideriamo ora un caso in cui i terroristi islamici annientino una città, causando cinque volte i morti di Hiroshima e una risposta americana limitata.

Iterazione Perdite non islamiche Perdite Islamiche
1 5 x 10 ^ 5 2 X 10 ^ 6
Totale 5 x 10 ^ 5 2 X 10 ^ 6

In una guerra tra nazioni, il conflitto potrebbe fermarsi a questo punto. Ma dal momento che non c’è nessuno con cui negoziare una pace e nessuna voglia di fermarsi in ogni caso, i terroristi islamici continueranno, fino a che ne hanno la capacità e il ciclo di distruzione continuerà.

Iterazione Perdite non islamiche Perdite Islamiche
1 5 x 10 ^ 5 2 X 10 ^ 6
2 1 x 10 ^ 6 5 X 10 ^ 6
3 5 x 10 ^ 6 1,5 X 10 ^ 7
4 8 x 10 ^ 6 3,0 X 10 ^ 7
5 1,5 x 10 ^ 7 5,0 X 10 ^ 7
Totale 2,95 x 10 ^ 7 10,2 X 10 ^ 7

A questo punto, gli Stati Uniti soffocati dai cadaveri non potrebbero ancora negoziare la fine delle ostilità o scoraggiare ulteriori attacchi. Non ci sarebbe nessuno da chiamare al Telefono Rosso, anche per arrendersi. In realtà, non esiste alcuna autorità competente islamica, nessun imam supremo che possa fermare una jihad, a nome del mondo musulmano. Anche se i capi del terrore potessero in qualche modo essere contattati in questo scenario apocalittico, e convinti a seppellire l’ascia di guerra, la mancanza di comando e controllo imposta dalla struttura cellulare che impedirebbe loro di fermare i loro sottoposti. A causa della fissità di intenti, gli attacchi continuerebbero fino a quando sono possibili. In queste circostanze, qualsiasi governo americano sarebbe costretto dalla disperazione del pubblico a terminare lo scambio inserendo –1 x 10 ^ 9 nella casella finale della colonna di destra: lo sterminio totale come ritorsione.

Iterazione Perdite non islamiche Perdite Islamiche
1 5 x 10 ^ 5 2 X 10 ^ 6
2 1 x 10 ^ 6 5 X 10 ^ 6
3 5 x 10 ^ 6 1,5 X 10 ^ 7
4 8 x 10 ^ 6 3,0 X 10 ^ 7
5 1,5 x 10 ^ 7 5,0 X 10 ^ 7
6 0 8,93 X 10 ^ 8
Totale 2,95 x 10 ^ 7 1 X 10 ^ 9

I punti di forza del cosiddetto terrorismo islamico: l’intento fanatico; la mancanza di una leadership centralizzata; l’assenza di una autorità finale e la struttura cellulare garantiscono una escalation incontrollabile nel momento in cui la soglia nucleare viene attraversata. Pertanto, la risposta ‘razionale’ alla attacco iniziale dei terroristi con Armi di Distruzione di Massa sarebbe fin dall’inizio una rappresaglia totale.

Iterazione Perdite non islamiche Perdite Islamiche
1 5 x 10 ^ 5 1 X 10 ^ 9
Totale 5 x 10 ^ 5 1 X 10 ^ 9

James Lileks e gli intervistati di Pew non perderebbero l’America, ma come l’Uomo Nero in Seven, l’Islam ne prenderebbe l’anima. Il risultato più sorprendente di questa analisi è che un esito catastrofico per l’Islam è garantito sia se l’America esegua una rappresaglia oppure no. Anche se il presidente decidesse di lasciar morire tutti gli americani per espiare le loro colpe storica, perché mai i terroristi islamici dovrebbero smettere dopo questo? Passerebbero all’ Europa e in Asia fino a che, alla fine Cina, Russia, Giappone, India e Israele, nessuno dei quali è molto schizzinoso, non scrivesse –1 x 10 ^ 9 nell’ultima colonna di destra. Anche loro sarebbero prigionieri della stessa dinamica, e anche loro hanno armi di distruzione di massa.
Anche se l’Islam uccidesse ogni non musulmano sulla terra essi continuerebbero quasi certamente ad uccidersi a vicenda con le loro nuove armi. Attentati per vendetta tra gruppi rivali e guerre tra le diverse fazioni islamiche sono un tema ricorrente della storia. Molto tempo prima che 3.000 abitanti di New York morissero l’ 11 settembre, l’Iraq e l’Iran avevano ucciso 500.000 musulmani tra di loro. La più grande minaccia per i musulmani è l’Islam radicale, e la minaccia più grande di tutti è un Islam radicale armato con armi di distruzione di massa.

Congettura di 3: The War on Terror è l’ ‘il Momento Aureo’ – l’ultima possibilità

Una ironia suprema è che la sopravvivenza del mondo islamico possa dipendere da una vittoria americana nella War on Terror, l’ultima possibilità di evitare quel terribile giorno in cui tutte le decisioni sono già state prese. Questo sforzo è composto in realtà di due aspetti distinti: una campagna per distruggere il luoghi dell’ Islam militante e prevenire la loro acquisizione di Armi di Distruzione di Massa; e un tentativo di risvegliare il mondo all’urgenza della minaccia. Mentre le armi americane si sono dimostrate irresistibili, gran parte d’Europa, così come i moderati del mondo islamico, rimangono ciechi al pericolo e anzi lo accrescono. Il primo ministro Mahathir Mohammad recentmenteha detto a una conferenza internazionale di giovani leader musulmani … (che) … i musulmani devono acquisire le competenze e la tecnologia in modo che possano creare armi moderne e mettere la paura nei cuori dei nostri nemici”. L’inefficienza e polvere da sparo sono una combinazione letale. I terribili SE si accumulano.

Vale la pena combattere!!!

Tre anni fa, Salman al Awdah e altri 25 esponenti religiosi islamici sauditi emisero una fatwa che era giustificabile per i mussulmani combattere contro gli “invasori” americani in Iraq. Tra le altre cose Salman al Awdah era anche un sostenitore di Osama bin Laden e al-Qaeda e ha trascorso 5 anni in prigione in Arabia Saudita a causa delle sue simpatie.

Ma, adesso, Salman al Awdah ha cambiato idea insieme a molti dei suoi sostenitori. E questo ha prodotto polemiche nei web site che sostengono i terroristi islamici, in quanto Salman al Awdah è stato uno dei più accesi sostenitori di bin Laden tra i religiosi di alto rango dell’Arabia Saudita.

Il governo saudita ha sicuramente messo in atto pressioni per spingere i chierici a non sostenere al-Qaeda, ma il fatto che prendano piede posizioni anti al-Qaeda tra i suoi vecchi sostenitori è indicativo che il costo della jihad si fa sentire anche tra gli islamisti più accesi.

Non solo il massacro di tanti mussulmani è sempre meno giustificabile agli occhi di altri islamici e sta delegittimando l’ala estremista, ma la guerra in Iraq (e in Afghanistan) ha significato la fine della Jihad a costo zero, quando solo gli infedeli subivano gravi perdite e gli islamici decidevano come e quando colpire da basi sicure. E questo costa in vite, in denaro e in sicurezza dei sostenitori non combattenti della Jihad, che stanno riconsiderando se ne vale la pena.

Quindi, combattere non è inutile; non solo riduce il numero dei combattenti nemici, ma aumenta i loro avversari.

The Dignified Rant: Creating More Anti-Jihadis

Counter-Terrorism: Saudi Clergy Turn On Al Qaeda

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